RINTRACCIABILITA’ DEL PESCE E SICUREZZA ALIMENTARE: LE ZONE FAO

Pubblicato il 25 Marzo 2019 in News

Preoccupazione costante di chi si occupa della gestione di ristoranti, bar, hotel o qualsivoglia attività che implichi la somministrazione di cibi e bevande al pubblico deve essere la sicurezza alimentare.

Sicurezza alimentare: normativa

 

Compito di chi si occupa di sicurezza alimentare è quello di formare correttamente il personale delle aziende che opera nella ristorazione, hotel e bar.

Nel 2002 il Regolamente CE 178 pone le basi per i Principi generali di sicurezza alimentare. Questo regolamento è definito come la food law.

Il tema dell’igiene degli alimenti e dei mangimi sono approfonditi dai regolamenti del 2004: CE 852/2004, CE 853/2004 e il CE 183/2005.

I regolamenti CE 854/2004 e il CE 882/2004 hanno permesso di delineare e approfondire il tema sui controlli ufficiali in merito alla sicurezza alimentare e l’organizzazione dei controlli. Inoltre le misure transitorie sono all’interno dei regolamenti CE 2073, 2074, 2075 e 2076 del 2005.

Al vertice di questa normativa sta il regolamento fondamentale: il Reg. CE 178/2002.

Sicurezza degli alimenti: l’importanza della tracciabilità

Pertanto, diventa fondamentale un’attenta selezione di partner fornitori seri e professionali che si avvalgano di prodotti certificati dalla provenienza certa e tracciata.

La situazione si fa tanto più delicata se oggetto della valutazione è il pesce, consumato in abbondanza soprattutto con l’arrivo della bella stagione: anche per questo alimento vale la regola dell’acquistare merce di stagione secondo una stagionalità legata ai flussi migratori o a cicli riproduttivi, qualora possibile.

Da sempre Geldi Group fa della sicurezza dell’alimento ittico surgelato una priorità (vedi la sezione Logistica Del Freddo), in linea con quanto suggerito dalle associazioni di consumatori e prescritto dalle normative vigenti.
Ad esempio, dal dicembre 2014, l’Unione Europea ha disposto di inserire in etichetta:

  1. Nome commerciale e nome scientifico del pesce
  2. Indicazione della zona di cattura o zona FAO, in caso di pesce catturato in mare; indicazione del paese di produzione per il pesce allevato
  3. Gli attrezzi usati per la cattura
  4. L’eventuale scongelamento
  5. Indicazione del metodo di produzione (pescato in mare, in acque dolci o allevato)

Ma cosa si intende per “zona FAO” e in che modo può rivelarsi un’informazione utilissima per il consumatore?

La FAO ovvero l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura, per garantire la tracciabilità del prodotto ittico, ha diviso il mondo in varie zone assegnando a ciascuna un numero rappresentante oceani, mari e porzioni degli stessi. Sulla base del numero indicato sulla confezione è possibile, dunque, risalire al luogo di provenienza del pesce.
Così, per esempio, se in pescheria o dal fornitore di fiducia leggessimo sull’etichetta “Mar Mediterraneo FAO 37” potremmo essere certi di acquistare pesce nostrano, pescato nel nostro mare.
Se, diversamente, ci fosse scritto FAO 27 ci basterebbe consultare la cartina delle zone geografiche FAO per capire che si tratti di pesce d’importazione pescato Nell’Oceano Atlantico Nord Orientale, e così via.